Spumante o Prosecco? Meglio l’acqua gassata.

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C’è troppa confusione attorno agli spumanti, le differenze tra le tipologie sono un arcano a volte anche per chi li vende. Cerchiamo di fare luce.

Io lavoro dentro una enoteca e spesso il cliente nello scegliere mi chiede una mano, ma ci sono anche quelli che sono convinti di saper e poter fare da soli. Una volta un cliente mi disse ” Stasera ho una cena importante, voglio bere delle bollicine e ho le idee chiare: voglio un prosecco siciliano”. Io ho fissato nel vuoto per alcuni secondi mentre i capelli mi si rizzavano in testa,poi ho risposto. ” La sua cena mi sembra proprio importante, le consiglio dell’acqua gassata”. Ovviamente sto scherzando, avrei voluto rispondere così ma non mi sono permessa, il cliente ha sempre ragione. Ma anche no.

Partiamo da un dato iniziale: lo spumante è la categoria generica e generale entro la quale troviamo una serie di prodotti ottenuti dalla rifermentazione in bottiglia o autoclave e che al momento della stappatura emettono una piacevole spuma. Tutti questi prodotti a loro volta si differiscono e tipizzano in base al luogo specifico di produzione e alle tecniche di vinificazione. Il più celebre spumante è di sicuro lo Champagne (che quindi non è una categoria a parte), prodotto in una regione francese che si chiama appunto Champagne e ottenuto con il Metodo Champenoise creato con molta probabilità dall’abate Dom Perignon e che ferma la sua fama alla rifermentazione in bottiglia per mesi e anche anni. E tutto ciò fa il suo copyright, che gli permette di averne l’esclusiva del nome.

In Italia possiamo produrre Champagne? Non esattamente; possiamo produrre spumanti realizzati con le stesse tecniche di vinificazione, ma con vitigni differenti e legati a territori differenti. Noi li chiameremo Metodo Classico e si possono produrre lungo tutto il territorio italiano. Ma ci sono alcune zone dell’Italia che unendosi in Consorzi e dopo lotte legislative sono riuscite a fregiarsi di un nome a loro volta esclusivo. Esempi ne sono il Franciacorta nella provincia di Brescia, l’Oltrepò Pavese in provincia di Pavia, il Trento nella Provincia di Trento. Tutti legati al loro territorio di provenienza. Per capirci meglio : In Sicilia (come in altre regioni) possiamo produrre uno Spumante Metodo Classico ma non potremo mai chiamarlo Franciacorta quindi lo chiameremo semplicemente Metodo Classico.

Prova Bellavista Franciacorta

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Prova Milazzo Riserva V38AG Metodo Classico

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E quello che molti chiamano al bar Prosecchino (come se col vezzegiativo volessero giustificare il prezzo minore)? Invece anche il Prosecco ha un suo Disciplinare legislativo che ne rende esclusiva la produzione in Veneto in provincia di Treviso (inizialmente anche in una zona nella provincia di Trieste dove addirittura c’è un paese che si chiama Prosecco), esattamente a Valdobbiadene. Il prezzo più accessibile è giustificato dalla sua tecnica di vinificazione e produzione (metodo Charmat- Martinotti dall’inventore e dal realizzatore), ove la rifermentazione non avviene in bottiglia ma dentro delle grandi autoclavi: il prodotto finale sarà più semplice ,più fragrante, meno complesso ma comunque col pregio di mantenere intatte le caratteristiche aromatiche del vitigno di provenienza. Con la stessa tecnica di produzione possono nascere anche degli Spumanti molto dolci e e un esempio ne è il Moscato d’Asti il cui disciplinare ne vincola la produzione proprio nella provincia suddetta.

Quando ci troviamo davanti uno scaffale con una infinità di Spumanti ,per capire bene quello che preferiamo bere ,impariamo a leggere le etichette in quella parte in cui troviamo la dicitura : Brut. Eh sì, perchè questa parolina ci dice tanto. Ci parla del residuo zuccherino che troveremo nello Spumante. Mi spiego meglio: prima di essere messo in commercio lo Spumante viene addizionato di una miscela dentro la quale si trova una piccola percentuale di zucchero di canna che servirà per dare la classificazione al prodotto.

  • Pas Dosè o Brut Nature: residuo zuccherino inferiore a 3 grammi per litro
  • Extra Brut: inferiore a 6
  • Brut: tra 6 e 12
  • Extra Dry : tra 12 e 17
  • Dry: tra 17 e 32
  • Demi Sec: tra 32 e 50
  • Dolce: oltre i 50

Si evince chiaramente che il Pas Dosè o Brut Nature o anche detto  Dosage Zero risulterà assolutamente poco dolce con una spiccata acidità. Questa scala è da tenere bene a mente soprattutto da quando una certa moda sta portando alla ribalta l’Extra Dry in quanto un po’ più amabile rispetto al Brut. I gusti sono molto personali e sarete voi a decidere quale tipologia preferite. Se infine trovate scritto la dicitura Saten, sappiate che si tratta di sole uve Chardonnay, una pressione atmosferica bassa quindi bollicine molto fini e il residuo zuccherino simile ad un Extra dry.

Per chiudere il cerchio torniamo al punto da cui siamo partiti. Potete chiedere un Prosecco siciliano? No, potete chiedere uno Spumante siciliano o italiano in genere che sia Metodo Charmat o che sia Metodo Classico, e poi potete chiedere un Prosecco veneto che sarà sempre metodo Charmat.

L’argomento è tanto affascinante quanto vasto ,queste poche nozioni servono solo ad aiutarvi a capire meglio i vostri gusti ed esprimerli con chiarezza agli addetti al settore quando andate a fare acquisti, e se siete voi gli addetti al settore …a non dire cialtronerie.

Autore: Cecilia Miraglia

Diplomata presso l'Associazione Italiana Sommelier lavoro nel mondo del vino dal 2000, collaboro con enti , scuole e privati sperando di appassionare sempre più persone a questo affascinante mondo.

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1 Commento

  1. Ottimo articolo, per di più su un argomento che necessitava di questi chiarimenti!

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